Young at heart

(SonoraMente goes to Alzheimer Fest)

Young at heart

SonoraMente è nato per caso, per incoscienza, per curiosità. Per andare oltre.

Un po’ come in fondo nascono tutte le cose che hanno dentro la passione. Pensavamo di emulare un’esperienza spagnola, il coro delle “Voces de la Memoria” di Valencia; esistevano da dieci anni, erano belli solidi, facevano dischi con i cantanti punk. Ci piacevano, insomma, e ci piaceva l’idea di diventare il loro alter ego italiano. Avevamo plichi di letteratura sulla musicoterapia corale nella cura delle demenze, registrazioni, interviste, indicazioni. Materiali per realizzare una settimana di studio e formazione sui cori per Alzheimer.

E invece è andata diversamente e noi siamo diventati noi come dovevamo essere, come ci piaceva essere, come avevamo dentro di essere. La prima volta che ci siamo trovati insieme, malattia, cura, volontariato, musica: ci siamo seduti in cerchio, senza chiederci chi fosse l’uno o l’altro, e abbiamo cominciato a cantare. E ogni differenza, posto che ci fosse in quel momento, si è annullata ne La Gatta di Gino Paoli, prima timida, poi forte come un ruggito.

E poi così abbiamo continuato, diventando il coro per le memorie fragili (ché le memorie fragili sono un po’ di tutti, e d è giusto che SonoraMente sia di tutti quelli che ne sentono il bisogno), che è un coro vero, a tutti gli effetti: con una maestra, un musicoterapeuta, un musicista, un posto per fare le prove, le prove, un dress code per le performance, gli spartiti.

La nostra identità di coro, di gruppo di persone unite dalla musica che ci muove, ci scuote, ci fa ballare e ricordare, è talmente forte che supera ogni problema, piccolo o grande che sia.

Nel settembre del 2018 partecipavamo alla seconda edizione dell’Alzheimer Fest, a Levico Terme. Eravamo partiti da Milano, sentendoci molto Raul Casadei in tour: ci avevano dato un pulmino di quelli da banda vera, coi vetri oscurati e il portellone che si apre su un fianco. Mancavano le scritte ai lati e forse ci saremmo fermati a firmare autografi.

Siamo arrivati, abbiamo sistemato le nostre cose e ci siamo lanciati nel mood festivaliero. Alla sera ci siamo trovati al tendone del ristorante creato ad hoc per l’evento: era enorme, bellissimo, dentro in un parco e pieno di gente, scout, i ragazzi dell’istituto alberghiero che cucinavano e servivano. Abbiamo cenato.

All’uscita si crea un capannello di coristi, capeggiato da Mario e Margherita. Discutono animatamente, si voltano ogni tanto verso di noi (che dovremmo essere i coordinatori del tutto), e ritornano a discutere. Qualcuno scuote la testa, altri alzano gli occhi al cielo, parlano in modo concitato. “Ammutinamento” , è la prima parola che ci viene in mente.

Ci avviciniamo lentamente, perché l’ammutinamento prevede anche l’eliminazione fisica dei coordinatori, e la temiamo un po’.

-Che succede? – indaghiamo cauti. –

– Beh, sentite, vi dobbiamo proprio dire una cosa, -(ahia!)- ne abbiamo parlato e proprio ve la dobbiamo dire.

– Dicci, Mario (Mario, siamo stanchi morti, non credo saremo in grado di accogliere alcuna richiesta, ma tu dicci, perché sentiamo che il clima è teso)

– Noi non vogliamo più venire a mangiare qui nei prossimi giorni. (noi è inteso gruppo di venticinque persone, per la cronaca)

– Ma perché? Vi siete trovati male? Non avete mangiato bene? (Mario, cosa volete di più? Con pochi euro mangiate come e meglio che da Cracco!)

– No, il fatto è che qui c’è gente. (Eh, sì Mario, è un festival, c’è gente eccome, e per fortuna!)

– E quindi?

– No, è che qui sono tutti vecchi.

Fine dell’ammutinamento. SonoraMente 1 – Coordinatori 0.

Dal giorno dopo Mario e Margherita (152 anni in due) si scatenano per tutta Levico alla ricerca di trattorie, ristoranti, pizzerie che offrano menù a prezzi da festival (perché pretendono pure il prezzo calmierato, i ribelli). E trovano posti adeguati alla loro età e al loro appetito, ça va sans dire.

Non abbiamo più messo piede al tendone. In compenso, su richiesta, SonoraMente vi può offrire un’accurata selezione di ristoranti, pasticcerie, gelaterie e caffetterie di Levico, testata e recensita da tutti i coristi. E fidatevi, sono posti giovani.

(L’età media dei coristi di SonoraMente, che ad oggi consta di 36 elementi, è di 79 anni)



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